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Cosa fa e per chi lavora un Lighting designer

Progettare qualcosa di immateriale? Se ne occupa l’architetto della luce.

Un nuovo appuntamento con Icone Talks per scoprire insieme a Giulio Cappellini, architetto, designer e art director di Icone, in cosa consiste la professione di Lighting Designer. Per farlo abbiamo invitato Lisa Marchesi, che questo lavoro lo fa da vent’anni.

Giulio Cappellini. Puoi spiegarci cosa significa essere una Lighting designer, cosa significa progettare la luce?

Lisa Marchesi. A me piace spiegare il mio lavoro con una frase che trovai nel libro di Vittorio Storaro di tantissimi anni fa, una frase di Alessandro Manzoni, che dice:

La luce piove su ogni cosa e colori vari suscita ovunque si riposa”.

Perché fondamentalmente la luce è vita, è parte del nostro essere. Il mio lavoro è creare l’illuminazione per tutti gli ambienti architettonici, spazi fissi o spazi temporanei. Possono essere da ambienti giganteschi, come possono essere le grandi architetture, o spazi più contenuti come musei, case e mostre.

Lighting designer è un termine ovviamente non italiano, in Italia tante volte veniamo chiamati progettisti illuminotecnici, siamo un po’ un ibrido poco conosciuto in realtà, perché noi ci occupiamo di illuminare cose.

Tutto quello che è legato al mondo dell’architettura e dell’interior design in qualche modo deve essere messo in mostra, deve essere enfatizzato, e il modo migliore per farlo e avere la corretta illuminazione.

Noi lighting designer ci occupiamo di fare la progettazione dell’illuminazione; c’è una parte molto tecnica che si basa sull’aspetto tecnico della luce, ma c’è anche tutto un aspetto molto più emozionale legato all’atmosfera che si crea negli ambienti, che tante volte è un po’ sottovalutato.

Il mio è proprio il classico lavoro di progettazione, come fa un architetto che si occupa di materiali il mio materiale è la luce, uso la luce per creare delle atmosfere, per creare delle scenografie.

Giulio Cappellini. Questa “progettazione dell’immateriale” è fantastica anche perché un bel interno, una bella architettura se non sono illuminate nel modo giusto non servono a nulla. Aldilà dell’atmosfera che può creare, la giuste illuminazione è veramente fondamentale perché ti dà una percezione sempre diversa degli stessi tipi di interni, così come fondamentale è anche il giusto mix tra la luce naturale e luce artificiale, bisogna trovare i giusti punti di equilibrio.

Anche perché, come dico sempre, la percezione della luce a Miami, dove all’esterno c’è una luce bianchissima, e la percezione della luce a Londra, dove la luce è molto più gialla, è completamente diversa.

Lisa Marchesi. La contestualizzazione è importantissima, non può prescindere dall’analisi del luogo.

Giulio Cappellini. Ci parli dei diversi ambiti in cui lavori? Chi ti chiama per personalizzare la propria luce? Lavori con aziende e privati, in musei e così via?

Lisa Marchesi. Ormai questo lavoro lo faccio da quasi vent’anni e in tutti questo tempo ho avuto l’occasione sia di lavorare per dei privati sia per la pubblica amministrazione. Per il pubblico si parla principalmente dei beni culturali, quindi di musei e di mostre, dove ovviamente c’è un approccio a volte molto tecnico perché è necessario. La luce può essere bella ma danneggia, se non è usata correttamente può portare a dei problemi a livello di conservazione anche delle opere d’arte.

Per quanto riguarda i privati, possono essere sia dei grandi marchi – lavoro tanto nel mondo del retail, quindi con i brand della moda e del luxury design – sia dei privati che chiedono di fare la progettazione per gli uffici, per delle case private per degli ambienti anche molto particolari, come delle abitazioni con delle installazioni artistiche.

Mi è capitato di trovarmi in situazioni molto diverse tra loro, dal privato che magari ti chiama per fare l’illuminazione del piccolo appartamento, alla casa da duemila metri quadrati, e così anche del mondo del retail, dove Si spazia da piccoli negozi fino a negozi di oltre quattromila metri.

Giulio Cappellini. Ricordo che in passato in qualche negozio d’abbigliamento per vedere bene il colore di una giacca o di un golf dovevi uscire all’aperto. Al di là della scelta dell’arredamento interno, nel retail la luce gioca un ruolo fondamentale.

Guarda l’intera puntata di Icone Talks con Giulio Cappellini e Lisa Marchesi sulla IGTV del canale Instagram @icone.luce

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