Il rapporto con la luce è cambiato, cerchiamo protezione

La designer Camilla Bellini discute con Giulio Cappellini di luce e illuminazione nella diretta Instagram di ‘Icone Talks’, un modo di mantenere vivo il dibattito sui temi dell’interior design.

Parlare di illuminazione con una giovane professionista come Camilla Bellini è un modo di scoprire un punto di vista fresco sull’argomento, nel confronto con l’esperienza e la competenza di un grande designer come Giulio Cappellini.

Un confronto che ha portato spunti interessanti, soprattutto sul ruolo che oggi, in piena pandemia, ricopre la luce nelle nostre case-ufficio, nei nostri spazi vissuti oltre i limiti a cui eravamo abituati.

Giulio Cappellini. Parliamo un po’ di luce, qual è il tuo rapporto con l’illuminazione?

Camilla Bellini. È un punto su cui sono particolarmente sensibile. Sono un’appassionata di illuminazione fin dai tempi delle scuole medie. Tra i prodotti del design ci sono delle icone, dei prodotti meravigliosi, però la luce ha qualcosa di emozionante, qualcosa che tocca in modo particolare, cosa che gli altri prodotti non riescono a fare. Ammetto di avere un debole per la luce.

Giulio Cappellini. Quando pensi a una lampada, privilegi l’aspetto formale o il tipo di sensazione di luce che il sistema di illuminazione da?

Camilla Bellini. Mi piace il mix, se penso a un’illuminazione applicata a un contesto mi piace un tipo di luce più emozionale, con delle lampade che magari anche dal punto di vista del design aggiungano valore all’interno.

Però mi piace anche che ci sia un’illuminazione un po’ più funzionale, magari più minimale e più strutturale, che serve proprio a illuminare in maniera corretta gli ambienti per come vanno illuminati.

Funzionalità ed estetica non devono entrare in conflitto ma devono trovare il modo di coesistere.

Giulio Cappellini. Pensando al catalogo Icone luce, c’è qualche prodotto in particolare, o qualche linea di prodotto, qualche materiale o qualche finitura che ti piace in modo particolare?

Camilla Bellini. La lampada con cui poi ho conosciuto il brand Icone, cioè Caveau, mi è piaciuta dall’inizio. Credo che sia un tipo di prodotto senza tempo, perché ha una forma talmente semplice, un’applicazione estremamente semplice, però ha questo movimento integrato, questa possibilità di scegliere l’intensità della luce che vogliamo, la direzione del corpo esterno…

Credo anche che sia molto versatile perché nella sua semplicità è adatta veramente a qualsiasi tipo di stanza, di ambiente, di interior sia privato che pubblico. Una lampada che dove la metti sta bene e in più ti aggiunge anche la possibilità di interagire, una cosa che piace sempre. La forma è una forma pura, però ci puoi giocare, puoi scegliere, la puoi muovere. C’è questa interazione, questo rapporto non statico fra la persona e la luce, che a me piace tanto.

Giulio Cappellini. Hai perfettamente ragione, Caveau diventa un elemento dell’architettura, non è la lampada che appendi a un muro; diventa parte integrante dell’ambiente e soprattutto è un elemento che può quasi scomparire oppure, giocando con materiali e colori a contrasto, dargli una sua forza.

Poi hai parlato del tema gioco, tutto sommato quando dobbiamo convivere con degli oggetti d’arredo o di illuminazione è bella anche questa interazione. Oggi vogliamo vivere, toccare, usare il design in passato magari l’oggetto di design era più uno status da esibire al pubblico o agli amici. Oggi invece è qualcosa con cui noi vogliamo convivere e vivere quotidianamente.

Segui Icone Talks sulla IGTV del canale Instagram @icone.luce.

SOCIAL

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi