La fonte luminosa che preferisco? La lampadina a incandescenza

Una luce più naturale contro quella sintetica dei led: ad oggi la tecnologia deve ancora colmare il gap da questo punto di vista. Ne hanno parlato Giulio Cappellini e Lisa Marchesi.

La tecnologia anche nel campo della luce ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, si sta muovendo con grande velocità. Cosa ne pensa una Lighting Designer professionista dell’influenza tecnologica nel suo lavoro?

Nel nuovo appuntamento di Icone Talks, Giulio Cappellini, architetto, designer e art director di Icone, ha incontrato “virtualmente” Lisa Marchesi, che da più di vent’anni disegna e progetta illuminazione per i più svariati campi di applicazione, dalle case agli uffici, dalle mostre nei musei ai negozi di grandi brand.

Lisa Marchesi. Ci sono dei pro e dei contro nell’uso della tecnologia per illuminare.

Io mi ritengo una Lighting Designer di vecchia scuola, se mi si chiede qual è la sorgente luminosa che preferisco, io dico ancora la lampadina ad incandescenza, perché la luce della lampada ad incandescenza è perfetta, è calda e morbida. Una lampada a led non riesce ancora ad oggi a dare la stessa intensità del filamento al tungsteno.

Però allo stesso tempo so che la tecnologia può aiutare. Sono dell’idea che le nuove tecnologie devono essere uno strumento e come Lighting designer non ne devo esserne condizionata, ma diversamente devo poter realizzare il mio progetto con le tecnologie disponibili, affinché mi aiutino a ottenere il risultato che voglio.

In questo momento c’è tanto sviluppo della tecnologia, però è un po’ abusata. Tante volte ci si trova in situazioni in cui, per esempio per gli impianti, ti vengono imposte determinate scelte ma senza motivazione. Per le sorgenti luminose adesso siamo in un momento in cui ormai è preponderante il LED, ovunque; è anche giusto perché ha dei vantaggi importanti a livello di risparmio energetico, perché durano tanti anni e consumano meno.

Nonostante i continui miglioramenti, ad oggi, soprattutto quando ci si relaziona con delle opere d’arte, le luci LED non sono in grado di far percepire correttamente il colore, la matericità di un olio su tela.

Secondo me quindi siamo sulla buona strada ma non siamo ancora arrivati alla capacità di una lampadina alogena, per esempio come quella che aveva anni fa una Ar111.

Però stiamo facendo tanti progressi a livello di tecnologia nel campo dei sistemi, cioè degli impianti. Oggi ci sono tutte queste nuove tecnologie, come il Casambi e il Bluetooth, che ti permettono di fare un impianto in modo molto più semplice a livello di connessioni di cavi elettrici.

Quindi c’è un duplice aspetto che ci sta aiutando secondo me. Siamo tutti un po’ indirizzati verso il risparmio energetico, anche per tutte le varie certificazioni (Leed, Well, ecc.), che nel settore dell’illuminazione sono molto importanti, però allo stesso tempo si dovrebbe migliorare ulteriormente la ricerca delle sorgenti luminose. Dal mio punto di vista, come sorgenti LED siamo ancora un pochettino indietro, non sono ancora così performanti.

Giulio Cappellini. Anche perché forse l’incandescenza ha un effetto più naturale; forse il LED ha ancora una luce po’ sintetica, questa è un po’ la percezione che ho.

Guarda l’intera puntata di Icone Talks con Giulio Cappellini e Lisa Marchesi sulla IGTV del canale Instagram @icone.luce

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