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La luce come timer del nostro corpo

Human Centric Lighting: prima di tutto benessere e rispetto dei ritmi biologici degli esseri umani.

C’è una discrepanza tra luce naturale e luce artificiale, riguarda l’intensità, il colore, e la dinamicità della luce.

La luce naturale non è sempre uguale, è dinamica, varia a seconda del momento della giornata, dall’alba al tramonto (e anche dal luogo geografico). La luce artificiale rimane invece sempre la stessa in ogni momento del giorno, dal risveglio fino al momento di riaddormentarsi.

In una giornata di sole all’aperto ci sono circa centomila lux, mentre in una giornata nuvolosa si scende a diecimila; normalmente però le persone trascorrono il 90% del proprio tempo in spazi chiusi. In un ufficio, ci sono di solito circa 500 lux, mentre in una scuola 300.

È necessaria quindi la giusta luce per le diverse attività (ritmo circadiano), nel posto giusto e nel momento giusto, cioè:

  • Al mattino serve una luce fredda, ad alta intensità
  • Al pomeriggio la luce ideale è bianca, sempre ad alta intensità
  • La sera, meglio una luce calda a bassa intensità
  • La notte… la luce artificiale è spenta

La luce di ognuno di questi momenti della giornata va poi pensata in rapporto al luogo di applicazione: ufficio, fabbrica, scuola, casa di riposo, ospedale o casa.

Luce e buio sono per noi ugualmente importanti, sono come un timer per il nostro corpo, accompagnano e aiutano i nostri momenti di dinamicità e quelli di riposo e di sonno.

La luce, in particolare, influisce sulla vista, sull’attenzione e il rendimento cognitivo, sulle emozioni e l’energia.

Un’illuminazione basata sulle persone migliora tutti questi aspetti della nostra vita di tutti i giorni.

La Human Centric Lighting (HCL) è un tipo di illuminazione che può giovare alla salute e al benessere biologico delle persone. Questo tipo di illuminazione si ottiene regolando la fonte di luce intelligente, quasi sempre un LED, per imitare i livelli di luce solare durante il giorno.

Sul lavoro, il benessere che porta la HCL è in grado di aumentare la produttività e diminuire gli errori e addirittura il numero di assenze (Fonte: “Quantified benefits of Human Centric Lighting”, report by LightingEurope & ZVEL, 2015).

Il lighting design quindi non guarda solo a se stesso e alle esigenze degli architetti e degli ambienti, perché il progetto illuminotecnico non può prescindere dalle persone.

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