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L’ergonomia è anche nell’illuminazione

La casa diventa ufficio, cambia così anche il modo di intendere la luce.

Quando si pensa al concetto di smart working ci si riferisce alla gestione della lavoro da casa nell’arco della giornata, ragionando più per obiettivi che per ore impiegate.

“Smart” però dev’essere anche l’ambiente in cui si lavora, in termini di ergonomia, perché questo aspetto incide fortemente su benessere, rendimento e la prestazione.

Come per l’ufficio, anche a casa l’ergonomia è fondamentale per la postazione di lavoro e l’illuminazione è una di quelle componenti chiave che spesso viene sottovalutata. Esiste infatti quella che può essere chiamata “illuminazione ergonomica”, essenziale per il benessere sul posto di lavoro, in ufficio come a casa, e per la prevenzione della cosiddetta “sindrome da visione artificiale”, che porta sintomi come visione offuscata, secchezza oculare e mal di testa.

L’illuminazione impropria, che sia troppo poca o troppa, contribuisce in modo significativo all’affaticamento della vista. Un’illuminazione adeguata, senza ombre o riflessi, può ridurre l’affaticamento degli occhi e il mal di testa.

L’ergonomia dell’illuminazione è il rapporto tra un individuo e la fonte di luce. Nella propria casa, si pensa che possa essere sufficiente la normale illuminazione residenziale, ma non è così quando in quegli ambienti si lavora per diverse ore. Con il diffondersi dello smart working si è aggiunta questa complessità alla luce di casa, che deve ora garantire il più alto grado di benessere durante il tempo passato davanti al computer.

Per ottenere un’illuminazione ergonomica bisogna prima di tutto garantire un’illuminazione adeguata – 300-500 lux – intorno alla postazione di lavoro. Una scarsa illuminazione costringe gli occhi a lavorare di più, causando affaticamento e mal di testa.

L’eccessiva dipendenza dall’illuminazione diretta porta a zone scure e ombre intorno alla postazione di lavoro, altro tipo di illuminazione impropria che causa affaticamento degli occhi e mal di testa. Combinare l’illuminazione diretta e indiretta è la migliore disposizione di illuminazione.

I riflessi diretti e indiretti, causano abbagliamento. Spesso sono dovuti a fonti di luce che entrano direttamente nel campo visivo o indirettamente riflettendosi su superfici lucide. È un problema che si può ovviare con delle tende, posizionandosi a novanta gradi rispetto alla finestra e con altri accorgimenti.

È preferibile usare luci con temperatura di colore più fredde, migliorano umore e prontezza. Bisogna poi garantire il contrasto adeguato tra sfondo e primo piano, in particolare del monitor di lavoro.

In generale, per la giusta ergonomia luminosa è meglio preferire lampade con luminosità regolabile, perché permettono di adeguare la luce al perfetto livello di atmosfera a seconda dell’attività del momento.

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