Si possono scrivere poesie anche con la luce

Comporre versi da condividere con le città, per far riflettere e dare speranza.

Illuminare per portare speranza in uno dei periodi più bui mai attraversati dal genere umano. Con la luce si può anche scrivere, lo dimostra il celebre artista Robert Montgomery che usa questo tipo di linguaggio per dare vita a delle vere e proprie poesie luminose.

“Come se si trattasse di piccole lettere d’amore a sconosciuti”.

Montgomery realizza delle installazioni site specific, situate sempre in luoghi pubblici, insegne luminose fatte di parole che regalano alla città spunti di riflessione sulla contemporaneità.

La luce di cui si nutrono le sue opere per brillare nell’aria sono anche una metafora del potere della poesia e dell’arte.

In alcune delle sue installazioni, la luce che illumina le insegne è auto prodotta. Affisse a palazzi o in mezzo alle città, le insegne immagazzinano la luce solare durante il giorno per poi trasformarla in elettricità dopo il tramonto, grazie a un sistema di pannelli solari, in modo da potersi illuminare senza bisogno di alimentazione. In altri progetti, l’artista smantella insegne già esistenti e ne assembla di nuove.

Scultore e poeta: le opere di Robert Montgomery, nato nel 1972 in Scozia, sono esposte nelle gallerie di tutto il mondo, dalla Trasmission Gallery a Glasgow, al The Margaret Thatcher Project a New York, alla Nuke Gallery a Parigi, fino al The Contemporary Art Museum a Houston.

In Italia, le sue iconiche scritte LED si sono viste, a fine 2020, a BASE Milano, in via Bergognone, dove Montgomery ha esposto l’opera “The Future Is A Risk of Our Hearts”.

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